Seminari-Dibattito 2009

 

 

Ansia e Depressione: vengono in aiuto il Teatro ed il Cinema!

Il teatro ed il cinema per recuperare il proprio benessere e sviluppare il proprio potenziale! Cinema-drama-terapia e Drammaterapia promettono di risolvere disturbi d'ansia nella depressione, rimodellando il nostro approccio ai problemi. Intervista all'esperto. 
 
 Drammaterapia, Cinema-drama-terapia, Giochi Psicologici, Storytelling (laboratorio delle fiabe) sono solo alcuni degli argomenti che saranno trattati a partire dal 15 febbraio, alle ore 19,00, presso la sede dell'associazione in Roma, con un seminario-dibattito su "Ansia e Depressione: vengono in aiuto il Teatro ed il Cinema! ". L'Atelier di Drammaterapia Liberamente" infatti apre il 2009 con un calendario di seminari rivolti al pubblico, ma anche ai professionisti del settore, che discuteranno conoscenze, strategie ed auto- strumenti atti ad affrontare e risolvere ansia, panico e depressione. I conduttori dei seminari provengono tutti dall'area medico-psicologica-formativa e dello spettacolo e sono sotto la direzione di Ermanno Gioacchini, psichiatra, psicoterapeuta, formatore e direttore dell'Atelier. Gli incontri, aperti su prenotazione, condurranno i partecipanti lungo un percorso informativo, spesso provocatorio e divertente, tra le possibilità e le risorse della mente.
 
Si moltiplicano le indagini che dimostrano come il disagio dell'individuo comune sia statisticamente cresciuto negli ultimi due decenni, parallelamente alle richieste prestazionali che gli sono imposte da stili di vita particolarmente stressanti, con elevati livelli di insicurezza sociale, valoriale e personale. In questo contesto, eventi particolarmente stressanti e momenti difficili giungono così ad attivare facilmente dinamiche di ansia e depressione, con disturbo delle relazioni del soggetto e non raramente anche compromissione della propria attività lavorativa.
"Non riesco ad andare più in ufficio da sola"; "Debbo bloccarmi se in autostrada incontro una galleria"; "Evito di parlare in pubblico e sono colto da crisi di panico nei briefing di lavoro"; "Non riesco a stare a lungo in fila alla Posta od in Banca...o seduto sulla poltrona in un cinema, se non ho una via di fuga!". Queste sono solo alcune delle difficoltà che sperimenta chi soffre di attacchi di panico.
"L'ansia e la depressione non debbono essere mai sottovalutate, perché se è relativamente facile debellarle all'inizio, con il passare del tempo e degli episodi purtroppo il disturbo si ingigantisce, disorganizzando la vita dell'individuo ed offrendo più difficoltà alla sua risoluzione". Ad affermare questo è il dr. E. Gioacchini, un professionista con una quasi trentennale esperienza nella terapia dei disturbi d'ansia e delle fobie. "Anche combattere l'ansia, quando ci si dibatte ogni giorno con essa, è sbagliato e le medicine, pure utili, non costituiscono sempre un rimedio totale od almeno definitivo. Tuttavia, chi soffre di questi disturbi non deve necessariamente affrontare un lungo percorso di terapia e sottoporsi a innumerevoli sedute. Oggi esistono numerosi e diversificati approcci terapeutici che, se ben gestiti, promettono aiuto". Il teatro ed il cinema -continua a spiegare il dr. Gioacchini- possono aiutare nei disturbi d'ansia e lo dimostrano oramai numerose tecniche terapeutiche come lo psicodramma, la teatro-terapia, la cinema-terapia ed in generale tutto l'ampio capitolo delle artiterapie.

Cavalcare la propria Tigre: come vincere un attacco di panico

A Roma, il 6 marzo, una conferenza educativa per il pubblico promossa dall’Atelier di Drammaterapia Liberamente e tenuta da psicologi e psichiatri. L'evento, a carattere divulgativo e teorico-esperenziale, è indirizzato a tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza dell'ansia e del Disturbo d'Attacchi di Panico e le nuove strategie risolutive per questi disturbi.
Ansia, panico, fobie, un mare allargato di disturbi che spesso inizia con un disagio più limitato , sino poi ad arrivare al panico, con la conseguenza di gravi condizionamenti per la vita della persona. Un precoce ricorso a trattamenti integrati farmacologici e/o psicoterapici puo’ risolvere questa patologia.

Alla base di tutti queste patologie vi è l’alterata risposta del nostro organismo psico-fisico agli stimoli che ci circondano e certamente -quello che più conta- la mancanza di un tempo per riflettere e per rilassare la nostra mente, ri-meditare i nostri progetti, cambiare un poco il nostro stile di vita. Guardando ad un paese come l’America, dove le cifre divengono chiaramente molto rappresentative di ogni fenomeno, ci sono oltre 20 milioni di americani che soffrono di disturbi d’ansia, che includono gli attacchi di panico i disturbi ossessivo-compulsivi, quelli post-traumatici da stress, le fobie e il disturbo da Ansia Generalizzato. Nel nostro paese le cose non vanno diversamente… Spesso i sintomi divengono cronici, non hanno una remissione e tendono generalmente ad aumentare di intensità se lasciati senza un trattamento specifico. Tormentati da attacchi di panico, da irrazionali pensieri di paura, da comportamenti compulsivi e rituali, da incubi, con tutta una serie di sintomi fisici che si aggravano, le persone con disturbi d’ansia costituiscono una fetta di popolazione purtroppo "affezionata" alle sale dei pronto soccorso degli ospedali ed alle accettazioni ambulatoriali.

Un attacco di panico viene improvvisamente, con o senza preavviso e dura solitamente dai due ai dieci minuti, ma in qualche caso può estendersi anche oltre l’ora. Entro pochi istanti il respiro diviene corto, il battito cardiaco si intensifica, appare tremore, sudorazione intensa, un senso di costrizione al petto, vertigini e spesso un sensazione di irrealtà pervade l’esperienza soggettiva dell’individuo che ne è colpito. Non c’e dunque nulla di che meravigliarsi se la maggior parte delle persone che vanno incontro a questa dolorosa esperienza creda di essere sull’orlo della follia od in procinto di morire. E’ la forma più acuta dell’ansia senza oggetto, dove non ci sono pericoli da evitare o minacce esterne da cui mettersi al riparo, una condizione che deve essere riconosciuta e trattata, perché al senso di impotenza che si produce in quei interminabili momenti, non si aggiunga con il tempo l’isolamento dovuto all‘esitamento delle situazioni che il soggetto reputa a rischio. Il lavoro di queste persone, la loro famiglia, la vita sociale risultano a volte estremamente disturbati e qualcuno può diventare un vero "recluso" tra le mura di casa. Per alcuni si aggiungono patologie come la depressione, l’abuso di alcool o sostanze. stupefacenti, la triste dipendenza da terapie farmacologiche sempre più importanti e non sempre risolutive. A causa dello stigma sociale che questa patologia comporta, le persone tendono inoltre a rifuggire da un trattamento o vi ricorrono soltanto quando il disturbo si è aggravato, così limitando e in ogni caso rendendo più difficili gli interventi terapeutici.

Ansia e Cinematerapia: quando il thriller diventa cura!

13 marzo, Conferenza-Dibattito.
La cinematerapia costituisce uno dei moduli d’insegnamento nei laboratori teatrali condotti dall’Atelier
di Drammaterapia LiberaMente in Roma. Così ci spiega il direttore dei corsi, E. Gioacchini: “Nel corso
di una sessione di cinema terapia, le modificazioni dell’assetto cognitivo-emotivo del soggetto, gli permettono di osservare la propria storia da angolature diverse. La finzione scenica propria della proiezione spinge verso processi di identificazione con le vicende descritte e con i personaggi, ma al contempo sottende implicita una distanza dalla trama lì proposta. In quel particolare setting,
l’intervento del conduttore diventa allora espressione di un Io ausiliario che aiuta il processo di comprensione, proprio come nello psicodramma, e suggerisce un dialogo interno al soggetto, riconnettendolo all’attualità della propria vicenda.

Molti film contengono un messaggio mitico che ci parla delle nostre virtù e del nostro sé autentico
-afferma a questo proposito Birgit Wolz- “… ed estrarre l'oro in un film significa scoprire i nostri più
aspetti migliori, gli attributi nascosti, comprendendo come proiettiamo queste virtù su eroi e su eroine
”.
Come asserisce il dr. Gioacchini, i disturbi d’ansia sono fondamentalmente il risultato di un cattivo adattamento alla realtà ed bisogna aver presente che l‘adattamento è costituito da un costante
raffronto tra le risorse dell’individuo e le situazioni con le quali arriva a confrontarsi. “Se in questo incontro, la realtà può far trovare momentaneamente perdente il soggetto, nella visione “cinematografica diretta” avverrebbe come una “prova simulata” verso ciò che ci fa paura o non conosciamo o non
esprimiamo di noi, ma con l’implicita certezza di essere al sicuro. Proprio questa sensazione di sicurezza, insieme alla graduale esposizione e desensibilizzazione che si opera verso gli stimoli fobici, farebbe della cinematerapia un prezioso strumento di intervento nei disturbi d’ansia, nei disturbi dell’adattamento
sociale e nelle varie espressioni di disagio giovanile, fobia sociale, dipendenze, bullismo, ecc.”.

20 marzo, Laboratorio sulla Fiaba: Volare non è stato mai così reale...

 Seminario esperenziale aperto al pubblico, conduce E. Gioacchini
Cosa accade nella psicologia di un soggetto adulto che ascolti una favola "terapeutica"? La fiaba, proprio in virtù del meccanismo della "suggestione" può essere un potente motore verso il "cambiamento". Lo hanno ampiamente dimostrato le culture di ogni tempo. Il seminario-laboratorio sulla fiaba condurrà i partecipanti in un percorso esperenziale al confine del sogno, per mostrare come anche attraverso le favole vi sia la possibilità che ci si giochi in riscatti diversi dal conosciuto ed emergano visioni che danno luce differente alla nostra storia.
Qualcuno ci narra una fiaba. Stiamo ascoltando la recita di nostro figlio o gustando in un movie un condensato di fantasia. Avviene qualcosa che abbiamo appreso molto tempo fa ed è rimasto lì pronto a lavorare facendoci sentire bene. Un mestiere imparato da bambini e mai più dimenticato. Se ci troviamo davanti al nostro terapeuta, sicuramente il narratore ha contestualizzato quel racconto al particolare momento del percorso terapeutico o formativo, alla visione della realtà che ci appartiene, comprensiva dei nostri problemi, delle risorse, e si sviluppa in un linguaggio che tiene conto di quello personale, dei suoi canali percettivi privilegiati, della nostra modalità di ricordare e progettare... Ed allora, nella trama che sviluppa quella particolare metafora, essa lavora inducendo un positiva "regressione al servizio dell'Io" -Gill & Brenman. Il processo consiste in un "pescaggio" profondo nella vita remota del soggetto, in aree dove viene superata la censura realizzatasi attraverso le rigide difesa dell' Io, e che comporta che la persona venga indirettamente messo a confronto con la propria vicenda storica. Lo spostamento dell'angolatura della ottica, attraverso la quale ora si è indotti ad osservare la propria vita o un definito evento, supera le resistenze inconscie; quindi, le reazioni emotive come lo stupirsi. il meravigliarsi, il commuoversi nella partecipazione alla trama frantumano i pregiudizi verso la ricostrustruzione di una possibile nuova vicenda.  In un sistema fuori coscienza (Heller, 1982), catene associative si liberano per nuovi legami e schemi di interazione, innescando un processo di creativa ristrutturazione inconscia. 
Panico & Guerra: lettura per iniziati?
27 marzo, Conferenza-Dibattito. Se si ha un poco di tempo in più per scorrere le varie rubriche, si trova lo stupro quotidiano, la violenza sul minore, la violenza dei minori, l'ennesimo attacco informatico al mondo della finanza, non può mancare la previsione catastrofica di quello che sarà l'economia nei prossimi anni, mentre nel Congo continua silenzioso il terribile esodo dei dannati del Kivu. A salvare da questa lettura a poco serve la pur incoraggiante battuta di un celebre fisico del secolo scorso, Niels Bohr: "La predizione è molto difficile, specie se riguarda il futuro!". Il mondo ha terrore e produce terrore. E' una spirale che dura da sempre, tanto massiccia è la proiezione del nostro istinto di vita e di morte, forse commenterebbe Freud, senza tuttavia riuscire a risolvere il problema...
Qualcuno dei giovani che incontro nel mio studio, viene chiedendo soccorso per un panico del quale non sa trovare una ragione; ma, nello stesso tempo, un altro giovane si sta preparando al tuffo oltre quello, per farsi esplodere. Sono contraddizioni che stridono alla nostra intelligenza e coscienza, ma il suono di questo attrito è così poco "rumoroso" e non riesce -anche quello- a cambiare le cose... Eppure sono avvenimenti, planetari e privati che dovrebbero far riflettere; ma poi, anche lì, dove vi sono le stanze dei comandi e bottoni, ancora una volta quegli istinti, travestiti da "potere", "ragion politica", interesse nazionale" ecc ecc..., impediscono di cambiare le cose.Tutto questo incide non solo pragmaticamente sulla nostra vita, ma vi è una subdola azione negativa, difficile da misurare, i cui effetti però sono persino riscontrabili nei nostri pazienti.

Quando l'Assurdo attraversa il teatro: Eugéne Ionesco

30 aprile, workshop di Drammaterapia
Il Creative Drama & In-Out Theatre, fondato e diretto da E. Gioacchini, sponsorizza un workshop aperto al pubblico sul teatro di Eugéne Ionesco. Due relatori ed una performer  a descriverne il pensiero ed il teatro, tra recitazione e racconto.
Fuori dal totalitarismo e dal liberismo sfrenato troviamo la lezione di Ionesco a non fermare la ricerca del proprio senso, liberandolo dall’apologia dell’individuale e della sua babele storica, dalle false ragioni della libertà e della sua limitazione. Lezione teatrale e di vita, lirismo artistico ed estetica della ragione. Un workshop per addetti ai lavori e non, attraverso la visione illuminante del drammaturgo con il bisturi della dramma terapia. Conducono lo psicoterapeuta E. Gioacchini, la performer N. Maroccolo ed il critico P. Perilli.
Teatro-Laboratorio di Drammaterapia su Il Rinocero...

Teatro-Laboratorio di Drammaterapia su Il Rinoceronte di E. Ionesco


11/09/2009 - Autore e regista dell'Assurdo, Ionesco attraversa il suo tempo acutizzando contraddizioni e senza mai cercare un compromesso. La sua storia, che aveva parlato in termini di valori dell'uomo di fronte agli orrori così tanto deprecati del totalitarismo, non permette sconti alla ingenuità dell'individuo. Quest'ultima, se praticata, può divenire incauta complice di un delitto e spoglia dagli abiti di attore l'uomo troppo stretto in quelli del nazionalismo, dell'ideologia, del conformismo... Eppure Ionesco esalta l'idividuo ed in esso crede intensamente. Nel "Il Rinoceronte", all'interno di una vicenda più allegorica che metaforica, trova tuttavia spazio un anelito alla fede nel proprio credo -differente dall'ideologia- ed alla capacità di essere interpreti ed insieme esploratori dell'amore. La storia "incompiuta" di Berenger e Daisy si intreccia e si complica con il sovvertimento politico e dei valori determinato dalla guerra e lascia un grande margine alle possibili evoluzioni della vicenda tra i due personaggi. Una lavorazione drammaterapica del soggetto permette agli attori del Creative Drama & In-Out Theatre di parlare di silenziose storie mai scritte prima.